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L'amore affascina. Siamo stati tutti educati a considerarlo la cosa più bella che ci possa capitare nella vita: e così lo aspettiamo, e lo cerchiamo, convinti che senza di lui la vita non sia degna di essere vissuta. Ma l'amore, nella sua complessità, è evento raro, sporadico. Lo sa la natura, che perciò non ha mai contato sull'amore per portare avanti i propri disegni; lo sa la società, che ha sempre fondato la coppia su valori più concreti, e utilitaristici. Lo sanno anche gli studiosi della materia (se così si può dire parlando dell'amore), che ne conoscono meccanismi, la biologia e la psicologia. La gente invece dell'amore sa poco e niente. Anzi, peggio: sa tutta una serie di falsità. Tutti pensano che l'amore sia qualcosa di irresistibile, di intensità travolgente: che sia spesso sofferenza, e che quasi sempre sia (e debba essere) gelosia. La domanda "che cos'è l'amore?" evoca insomma nella gente una risposta unanime. Però sbagliata. Per cominciare, l'amore non è sofferenza. Si soffre se non si è ricambiati: ma se non si è ricambiati, si deve parlare di invaghimento, di desiderio, di bramosia, e non di amore. Perché l'amore è reciprocità. Un altro motivo di sofferenza che viene considerato inscindibile dall'amore è la gelosia: sono geloso, perché amo. Altro clamoroso errore: l'amore esclude per definizione la possibilità di essere gelosi, o di provocare gelosia nel partner. L'amore è esclusività e unicità: chi ama vede solo l'oggetto (il soggetto) del proprio amore. Se "vede" anche qualcun altro, il gioco è fatto (anzi, è finito): l'amore non c'è, o comunque non c'è più. In conclusione: se c'è lui (l'amore), non può esserci lei (la gelosia). E anche, a corollario: se c'è lei, è la prova che non c'è lui. La gelosia, dunque, non conferma (come comunemente si crede) l'esistenza dell'amore: al contrario, la esclude. "L'innamorato geloso" è quindi un ossimoro: un'impossibilità. Una contraddizione in termini. Chi è amato è, per chi lo ama, assolutamente unico: non perché sia il migliore di tutti, ma proprio perché è amato. Perciò, fino a che viene amato, non teme confronti. La gelosia (oltre alla durata, di cui s'è detto) può servire anche alla diagnosi differenziale fra amore e colpo di fulmine: se, dopo un po'che due persone si sono messe insieme, compare la gelosia, vuol dire che queste risposte si sono indebolite, e si teme che l'altro possa provarne di più forti nei confronti di qualcun altro. L'amore è un'altra cosa: è intesa, affinità, complicità che, lungi dall'indebolirsi, diventano più forti ogni giorno che passa. L'amore, come sentimento che si prova nei confronti di un partner, non va comunque considerato una condizione imprescindibile: non va inseguito a tutti i costi. Si può essere felici in tanti modi. Anche in coppia, ci si può voler bene e vivere una vita piena, in grande accordo, anche se l'amore non c'è. La non-presenza dell'amore non va però nascosta a se stessi: altrimenti si creano degli equivoci. Tra i quali la ricerca dentro di sé di quelle che, sbagliando, si considerano le prove del fatto che si è innamorati: la sofferenza, la gelosia, il senso di possesso, la litigiosità di cui s'è detto. Tutti elementi che, se provano qualcosa, è l'assenza dell'amore, e non certo la sua presenza.

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